Io vengo a fare la tua volontà
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore
Carissimi fratelli e sorelle, oggi celebriamo la memoria di San Tommaso d’Aquino, una figura di grande rilievo nella storia della Chiesa. San Tommaso, non solo è un genio intellettuale, ma è anche un uomo di profonda fede e contemplazione. La sua vita e la sua opera ci ricordano che la ricerca della verità e il desiderio di fare la volontà di Dio sono strettamente intrecciati. Oggi, continuiamo anche la Novena a San Giovanni Bosco con il settimo giorno, chiedendo ancora una volta la sua intercessione per i giovani, affinché li guidi sempre verso Dio. Le letture di oggi ci accompagnano in questa riflessione, aiutandoci a comprendere meglio il valore della volontà di Dio nella nostra vita.
Ecco, io vengo a fare la tua volontà
La prima lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei (Eb 10,1-10), San Paolo ci offre una riflessione profonda sul significato del sacrificio di Cristo. In questa lettura, Paolo sottolinea che i sacrifici prescritti dalla legge antica erano solo un’ombra delle realtà future e non potevano eliminare il peccato in modo definitivo. Solo il sacrificio di Cristo, che si è offerto volontariamente alla morte, ha il potere di redimerci pienamente: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Questa frase di Gesù stesso, racchiude il senso della sua missione. Egli non ha mai chiesto il perché dovesse dare la sua vita, ma con amore profondo verso tutta l’umanità, ha offerto tutto se stesso, obbedendo perfettamente al Padre. Questo gesto di Gesù, ci richiama alla necessità di un culto che non sia solo formale, ma che parta dal cuore. Come dice il salmo responsoriale di oggi: «Eccomi, Signore, io vengo per fare la tua volontà».
Carissimi fratelli e sorelle, tutti noi dobbiamo riflettere su quanto spesso rischiamo di vivere la nostra fede in modo meccanico. Partecipiamo ai sacramenti, recitiamo le preghiere, ma il nostro cuore è davvero orientato a Dio? San Paolo nella lettera agli Ebrei ci invita a un esame di coscienza profondo: non basta seguire i riti, dobbiamo lasciarci trasformare interiormente, e questo ci conduce a farci delle domande davvero importanti: stiamo veramente cercando la volontà di Dio nella nostra vita? O siamo ancora attaccati ai nostri desideri e alle nostre comodità?
Fratelli e sorelle, come sarebbe bello se il nostro cuore imparasse a rispondere alle domande che la liturgia ci pone in riflessione. Solo se impariamo a rispondere con sincerità alle domande del cielo, saremo in grado di fare davvero la volontà di Dio, perché non saremo più noi a parlare, ma lo Spirito che vive in noi.
Chi fa la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre
Nel Vangelo di Marco (Mc 3,31-35), troviamo un episodio che ci aiuta a comprendere cosa significhi davvero appartenere alla famiglia di Cristo. In questa lettura di oggi, vediamo che quando gli annunciano che sua madre e i suoi fratelli lo stanno cercando, Gesù risponde con queste parole che, a prima vista, possono sembrare un distacco da quella che era la sua famiglia di origine, cioè da Maria: «Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».
Carissimi fratelli e sorelle, questo non è un rifiuto della sua famiglia, ma un insegnamento profondo sul significato della vera appartenenza. Maria, la madre di Gesù, è il modello perfetto di questa risposta alla volontà di Dio. Sant’Agostino diceva che: Maria è stata madre prima nel cuore che nel corpo, perché ha accolto la Parola di Dio con fede e obbedienza. Questo è un invito anche per noi a riflettere su cosa significhi essere la “famiglia” di Gesù. Non si tratta di legami di sangue, ma di legami spirituali, basati sull’ascolto e sull’obbedienza alla volontà divina.
Carissimi fratelli e sorelle, nel nostro tempo, in cui spesso si dà priorità ai successi personali o ai legami sociali, Gesù ci richiama a mettere al centro ciò che davvero conta: vivere secondo il progetto di Dio. Questo non significa rinunciare ai nostri affetti, ma renderli più profondi e autentici, radicandoli nell’amore che nasce da Dio. Allora, tutti noi ci dobbiamo chiedere come possiamo oggi, nella nostra famiglia, nel nostro lavoro, nelle nostre relazioni, essere veri fratelli e sorelle di Gesù, mettendo in pratica la volontà del Padre.
San Tommaso d’Aquino ci offre un modello concreto di questa ricerca della volontà di Dio. La sua vita ci insegna che la fede e la ragione non sono in conflitto, ma si sostengono a vicenda. Con la sua opera monumentale, la Summa Theologiae, San Tommaso ci ha mostrato come approfondire la conoscenza di Dio, non solo come esercizio intellettuale, ma come atto di amore. Verso la fine della sua vita, dopo un’esperienza mistica, San Tommaso dichiarò che tutto ciò che aveva scritto gli sembrava come paglia di fronte alla grandezza di Dio. Questo ci ricorda che, anche nella ricerca della verità, ciò che conta è il nostro rapporto con Dio, un rapporto che nasce dalla fede e dall’umiltà. Tutti dobbiamo imparare a cercare la verità con mente e cuore, riconoscendo sempre che è Dio il centro di tutto.
Carissimi fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a riflettere sulla nostra relazione con Dio e sulla nostra disponibilità a fare la sua volontà. Sia la prima lettura che il Vangelo ci ricordano che non bastano i gesti esteriori o i legami di sangue: ciò che conta è il cuore, il nostro desiderio di conformarci al progetto di Dio. San Tommaso d’Aquino e San Giovanni Bosco ci offrono esempi concreti di come vivere questa chiamata, ognuno con la propria vocazione, ma entrambi con lo stesso amore per Dio e per il prossimo.
Oggi, nella Santa Messa, preghiamo affinché anche noi possiamo dire, con sincerità, le parole della Lettera agli Ebrei: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». E lasciamo che questa volontà trasformi davvero la nostra vita, rendendoci veri fratelli, sorelle e madri di Gesù.
Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni