Satana è finito

Carissimi fratelli e sorelle, oggi celebriamo la memoria di Sant’Angela Merici, una donna che, con la sua vita e il suo insegnamento, ci ha lasciato una straordinaria testimonianza di dedizione a Dio e al prossimo. Oggi continuiamo anche la Novena a San Giovanni Bosco, chiedendo la sua intercessione per i giovani e per la Chiesa. Le letture di oggi ci offrono un messaggio potente e profondo, invitandoci a riflettere sulla nuova alleanza instaurata da Cristo e sul nostro rapporto con la volontà di Dio.

La nuova alleanza: un dono di amore e salvezza

Nella prima lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei (Eb 9,15.24-28), Paolo ci ricorda che Cristo è il mediatore di una nuova alleanza, che supera quella antica basata sui sacrifici. Egli si è offerto una volta per tutte, non con il sangue di capri e tori, ma con il proprio sangue, per ottenere la redenzione eterna per ciascuno di noi. Questo sacrificio è un atto di amore puro, che tocca ogni cuore.

Carissimi fratelli e sorelle, Gesù è entrato nel “santuario celeste” per intercedere in nostro favore, non per ripetere il sacrificio, ma per portarne i frutti a tutti coloro che accolgono la sua grazia. Questo ci invita a riflettere sull’immenso dono ricevuto: una nuova relazione con Dio, fondata non su leggi e dottrine umane lontane dall’amore, ma sulla trasformazione interiore operata dallo Spirito Santo.

Oggi dobbiamo chiederci: quanto siamo consapevoli di questo dono? Viviamo la nostra vita come risposta al sacrificio di Cristo, cercando di rendere testimonianza della sua grazia attraverso le nostre azioni?

Ecco, fratelli e sorelle, il Signore Gesù ci pone queste domande affinché il nostro cuore rifletta e risponda. Un cuore che non risponde è troppo distante da Dio e dall’amore di Cristo. Per questo dobbiamo spingerlo a dare una risposta, perché è la risposta del cuore che Dio ama: una risposta che non viene dalla mente compromessa dalle insidie del mondo, ma da un cuore trasformato dal suo amore.

La lotta contro il male e la vittoria definitiva

Il Vangelo di oggi (Mc 3,22-30), l’evangelista Marcoci offre in riflessione un episodio che evidenzia la tensione tra Gesù e i suoi oppositori. Gli scribi, incapaci di comprendere la missione e l’autorità di Gesù, arrivano ad accusarlo di agire con il potere di Satana. Questa è un’accusa gravissima, che manifesta il loro cuore indurito e il loro rifiuto di riconoscere la presenza di Dio nella vita e nelle opere di Gesù.

La risposta di Gesù è un insegnamento di grande chiarezza. Egli spiega che un regno diviso non può sussistere: «Come può Satana scacciare Satana?» Questa frase ci richiama al cuore del messaggio evangelico: la vittoria definitiva sul male è opera di Dio e di Dio soltanto. In Gesù, il male è stato sconfitto, e noi siamo chiamati a partecipare a questa vittoria.

Carissimi fratelli e sorelle, in questo brano sentiamo l’importante avvertimento di Cristo sul peccato contro lo Spirito Santo: il rifiuto ostinato della verità e della grazia. Dobbiamo affermarlo con chiarezza: questo peccato non può essere perdonato, contrariamente a quanto sostengono oggi alcuni modernisti, che affermano che non esistono peccati imperdonabili. Molti, di fronte a questo insegnamento, immaginano un Dio crudele, ma non è così. Non si tratta del fatto che Dio non voglia perdonare, ma piuttosto del fatto che l’uomo, chiudendosi alla verità e alla grazia, rifiuta la possibilità stessa del perdono.

Tutti noi, fratelli e sorelle, dobbiamo essere vigili e custodire il nostro cuore, evitando che il dubbio, l’orgoglio o la paura ci allontanino dalla misericordia di Dio, che è sempre pronta ad accoglierci se ci apriamo con sincerità al suo amore.

Oggi, come allora, siamo posti davanti a una scelta: accogliere o rifiutare la grazia di Dio. Nel mondo contemporaneo, possiamo incontrare situazioni in cui il bene viene frainteso, criticato o addirittura confuso con il male. Pensiamo a quanto sia facile oggi chiudersi al messaggio di Cristo, presi dalle distrazioni, dalle preoccupazioni materiali o dalla superficialità. Eppure, siamo chiamati a testimoniare con coraggio che il bene trionfa sempre, che l’amore di Dio è più forte di ogni divisione e che la Chiesa è il luogo in cui questa vittoria si realizza e si rinnova.

Sant’Angela Merici e San Giovanni Bosco ci offrono un esempio concreto di come vivere questa chiamata. Sant’Angela ha compreso che l’educazione, specialmente delle giovani donne, era un mezzo potente per costruire una società radicata nei valori evangelici. San Giovanni Bosco, con il suo amore per i giovani e la sua fiducia nella Provvidenza, ha mostrato come portare il Vangelo nella vita di tutti i giorni, anche nelle situazioni più difficili.

Carissimi fratelli e sorelle, oggi lasciamoci ispirare dalle letture e dalla vita dei santi che celebriamo. Rinnoviamo il nostro impegno a vivere come testimoni della nuova alleanza instaurata da Cristo, combattendo il male con il bene e aprendoci sempre alla volontà di Dio. Preghiamo affinché lo Spirito Santo ci illumini e ci renda forti nelle scelte quotidiane, certi che, come ci ricorda il Vangelo, Satana è già sconfitto e la vittoria di Cristo è la nostra vittoria.

Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni