Cantate un canto nuovo

Carissimi fratelli e sorelle, la liturgia di questa domenica è particolarmente ricca e ci invita a riflettere sulla centralità della Parola di Dio nella nostra vita. La Chiesa celebra oggi la Domenica della Parola di Dio, istituita per ricordarci l’importanza della Sacra Scrittura come cuore pulsante della nostra fede. La Parola di Dio non è un testo distante, né un insieme di regole, ma il dialogo vivo di Dio con l’umanità. È Cristo stesso, il Verbo incarnato, che ci parla e ci illumina.

Oggi, continuiamo nella celebrazione del quinto giorno della Novena a San Giovanni Bosco. In questa domenica così significativa, Don Bosco ci insegna a rendere la Parola di Dio accessibile e viva nelle vite di tutti, specialmente nei più piccoli e più deboli. Infatti, Don Bosco diceva spesso: “La Parola, se accolta, trasforma e dà significato alla nostra esistenza.”

Prima Lettura: Neemia 8,2-4.5-6.8-10

Nella prima lettura vediamo il popolo di Israele riunito attorno alla Parola. Esdra, lo scriba, legge il libro della Legge davanti all’assemblea, e il popolo ascolta con attenzione. Questo episodio si colloca in un momento cruciale: il ritorno dall’esilio babilonese. Dopo anni di dispersione, il popolo riscopre la propria identità attorno alla Parola di Dio. Il brano ci mostra la forza della Scrittura: è una luce che orienta e ricostruisce ciò che era andato perduto. “Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza” (Ne 8,10).

Carissimi fratelli e sorelle, queste parole ci ricordano che l’incontro con Dio non ci schiaccia, ma ci solleva. La Legge letta e spiegata non è un peso, ma una guida. Anche noi, come il popolo di Israele, abbiamo bisogno di fermarci, ascoltare e lasciarci illuminare dalla Parola. Nella nostra quotidianità, spesso siamo dispersi, affannati, con tante voci che ci confondono. La Parola di Dio, invece, ci raccoglie, ci dà identità e senso. Come Esdra spiegò la Legge al popolo, oggi i sacerdoti, i catechisti e tutti i credenti sono chiamati a spiegare il Vangelo con parole semplici, affinché tutti possano comprendere e vivere questa gioia.

Seconda Lettura: 1 Corinzi 12,12-30

Nella Seconda lettura di oggi, San Paolo ci offre un’immagine straordinaria della Chiesa: il corpo di Cristo. Siamo diversi, ma uniti; molte membra, ma un solo corpo. Questa metafora non è solo poetica, ma profondamente teologica. Ogni membro ha un ruolo, ogni dono è necessario, e nessuno è superfluo. Spesso, nella nostra società, si tende a isolare le persone: chi è più debole viene emarginato, chi è diverso viene escluso. Paolo ci insegna una logica diversa: nella Chiesa, la diversità non è un problema, ma una ricchezza. “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1Cor 12,26).

Carissimi fratelli e sorelle, pensiamo a San Giovanni Bosco, che dedicò la sua vita ai giovani più poveri e abbandonati. Per lui, ogni ragazzo era unico e prezioso agli occhi di Dio. Don Bosco viveva questa verità: non c’è nessuno nella Chiesa che possa essere considerato inutile o meno importante. Tutti noi siamo chiamati a valorizzare i doni di ogni fedele, creando una comunità dove nessuno si senta escluso.

Vangelo: Luca 1,1-4; 4,14-21

Il Vangelo secondo Luca di oggi ci porta nella sinagoga di Nazareth. Gesù, all’inizio del suo ministero, legge la lettura del profeta Isaia e annuncia: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4,21). È un momento solenne: Gesù dichiara che il tempo della salvezza è arrivato.

Carissimi fratelli e sorelle, Luca ci mostra un Gesù che non parla solo con parole, ma con la sua stessa vita. La profezia di Isaia – portare il lieto annuncio ai poveri, liberare i prigionieri, ridare la vista ai ciechi – trova compimento in lui. Questa parola semplice, ma significativa “oggi”, non è solo per i presenti nella sinagoga, ma per ogni generazione. È l’oggi di Dio, che si realizza ogni volta che accogliamo Cristo nella nostra vita.

Come possiamo vivere questo “oggi”?

Guardiamo il mondo intorno a noi. Ci sono ancora poveri da consolare, prigionieri da liberare, ciechi da illuminare. Pensiamo ai giovani, spesso disorientati, schiavi di false promesse e ciechi di fronte alla verità. La missione di Gesù è anche la nostra: annunciare, con le parole e con i fatti, che Dio ama tutti e offre speranza a chi è abbattuto.

Carissimi fratelli e sorelle, oggi che celebriamo la Domenica della Parola di Dio, rendiamola viva, efficace e capace di trasformare le nostre vite. Come il popolo di Israele al tempo di Esdra, come la comunità di Corinto e come i presenti nella sinagoga di Nazareth, anche noi siamo chiamati ad ascoltare, accogliere e vivere questa Parola.

San Giovanni Bosco ci ricorda che non basta ascoltare: dobbiamo far sì che la Parola diventi azione, educazione, cura per chi ci è affidato. Allora, seguiamo il suo esempio, lasciamoci guidare dalla Parola e portiamo il lieto annuncio a chiunque incontriamo. Annunciamo a tutti “Oggi si è compiuta questa Scrittura”e rendiamo questo “oggi” il nostro tempo di grazia.

Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni