Costituì i Dodici
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
Carissimi fratelli e sorelle, oggi celebriamo con gioia la festa di San Francesco di Sales, maestro di dolcezza e pazienza, patrono dei giornalisti e delle comunicazioni sociali, e modello luminoso di fede vissuta con serenità e amore. Insieme, proseguiamo il nostro cammino nella Novena a San Giovanni Bosco, che tanto si ispirò a San Francesco di Sales nel suo approccio educativo e pastorale. Allora riflettiamo insieme, lasciandoci guidare dalla Parola di Dio, che oggi ci parla di alleanza e di chiamata, due temi fondamentali per la nostra vita cristiana.
La prima lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, ci presenta una promessa straordinaria: «Ecco, vengono i giorni nei quali stringerò una nuova alleanza con la casa d’Israele e con la casa di Giuda». Questa alleanza non sarà come quella antica, basata su tavole di pietra, ma sarà scritta nei cuori, incisa nelle profondità della nostra mente. Dio non vuole più essere un’autorità distante, ma desidera abitare in noi, trasformare il nostro cuore perché sia sempre più simile al Suo. La nuova alleanza, mediata da Cristo, ci offre una relazione personale e intima con Dio. Non è un semplice contratto, ma un dono gratuito di amore che ci invita a rispondere con fiducia e obbedienza. San Paolo nella Lettera agli Ebrei sottolinea che questa nuova alleanza è migliore perché si basa su promesse migliori: non più un’osservanza esteriore, ma una conversione interiore che ci rende capaci di vivere secondo il cuore di Dio. Questo richiamo è potente anche per noi oggi. Viviamo in una società spesso caratterizzata dalla superficialità e dalla ricerca di regole da rispettare formalmente, ma Dio ci chiede qualcosa di più: un cuore trasformato dall’amore. Possiamo chiederci allora: abbiamo veramente lasciato che Dio scriva la sua legge nei nostri cuori? Oppure viviamo la nostra fede come un semplice obbligo?
Nel Vangelo secondo Marco di oggi, ci viene presentato un momento decisivo nella missione di Gesù: la scelta dei Dodici. Marco ci racconta che Gesù, dopo essere salito sul monte, chiamò a sé quelli che voleva, ed essi andarono da lui. Li fece suoi apostoli, perché stessero con lui e perché li mandasse a predicare, dando loro il potere di scacciare i demoni. Questo gesto di Gesù è profondamente simbolico. Il monte è spesso il luogo della rivelazione e dell’incontro con Dio, e qui rappresenta il momento in cui Gesù, il nuovo Mosè, istituisce una nuova comunità, la Chiesa, fondata sulla relazione personale con Lui.
Ci colpisce l’intimità della chiamata: Gesù sceglie “quelli che voleva”. Non ci sono criteri umani, non ci sono meriti particolari: la scelta di Dio è libera, gratuita e personale. È così anche per ciascuno di noi. Nella nostra vita, Gesù ci chiama per nome, ci invita a stare con Lui, a condividere la sua missione. E proprio come i Dodici, anche noi siamo chiamati non solo a ricevere, ma a dare: annunciare il Vangelo, scacciare ciò che è male, portare la speranza e l’amore di Dio nel mondo.
San Francesco di Sales, che oggi celebriamo, ci offre un esempio straordinario di come rispondere a questa chiamata. Uomo di profonda preghiera, di grande sapienza e di infinita pazienza, Francesco dedicò tutta la sua vita a portare le anime a Dio, non con la forza, ma con la dolcezza e l’amore. Il suo motto, “Agi tutto per amore, nulla per forza”, è un richiamo attualissimo per noi. In un mondo spesso segnato dalla durezza e dalla competizione, siamo chiamati a testimoniare la bellezza di un amore che attrae senza costringere, che convince senza imporre.
Nella novena a San Giovanni Bosco, troviamo un altro splendido esempio di risposta alla chiamata di Dio. Don Bosco, seguendo l’esempio di San Francesco di Sales, si dedicò ai giovani, specialmente ai più poveri e abbandonati, con un cuore pieno di fiducia nella Provvidenza e con uno spirito instancabile. La sua opera ci ricorda che ognuno di noi, nel proprio stato di vita, è chiamato a fare del bene, a costruire la Chiesa, a essere segno vivo della nuova alleanza.
Fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a rinnovare la nostra risposta alla chiamata di Dio. Come i Dodici, siamo chiamati a stare con Gesù, a conoscerlo sempre più profondamente, e a essere suoi testimoni nel mondo. Lasciamo che la Parola di oggi illumini il nostro cuore e ci dia la forza di vivere come discepoli autentici, capaci di portare frutti di amore e di gioia. Che San Francesco di Sales e San Giovanni Bosco intercedano per noi, perché possiamo vivere pienamente la nostra vocazione cristiana.
Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni