Tu sei il Figlio di Dio!

Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo questo nuovo giorno vivendo con fede e gioia il secondo giorno della Novena a San Giovanni Bosco. Le letture di oggi ci conducono al cuore del mistero di Cristo, nostro Sommo Sacerdote e Signore, e ci invitano a riflettere sulla forza della sua presenza, che guarisce e salva.

La prima lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, ci presenta una verità fondamentale: Gesù è il nostro Sommo Sacerdote, colui che vive per intercedere sempre per noi. San Paolo in questa lettura, sottolinea la perfezione unica del sacerdozio di Cristo, diverso da quello dell’Antico Testamento: «Tale, infatti, è il Sommo Sacerdote di cui avevamo bisogno: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli». In queste parole troviamo un’immagine del Cristo che, pur essendo vero uomo, ha vissuto senza peccato e si è offerto una volta per tutte come sacrificio perfetto. A differenza dei sacerdoti dell’antica Alleanza, che dovevano offrire sacrifici ripetuti per i propri peccati e per quelli del popolo, Gesù, con un unico sacrificio, ha compiuto la redenzione definitiva. Questo ci invita a contemplare l’immensità del dono della salvezza: è gratuito, eterno, e non dipende dai nostri meriti ma dall’amore inesauribile di Dio. Questa verità ci interpella profondamente. Quante volte, infatti, siamo tentati di pensare che dobbiamo “guadagnarci” l’amore di Dio con le nostre azioni? La Lettera agli Ebrei ci ricorda che la nostra salvezza è un dono: «Ora invece egli ha ottenuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore». Il sacrificio di Cristo non ha bisogno di essere ripetuto: è la garanzia della nuova ed eterna Alleanza. Questa consapevolezza dovrebbe infonderci pace e fiducia, specialmente nei momenti in cui ci sentiamo indegni o lontani da Dio.

Nel Vangelo di oggi, Marco ci offre un’altra dimensione della missione di Cristo. Vediamo Gesù circondato da una folla immensa, proveniente da ogni parte, che cerca di toccarlo per essere guarita. Questa immagine è molto significativa: rappresenta l’umanità che anela alla salvezza e riconosce in Gesù la fonte di ogni guarigione. Il testo ci dice che Gesù si trovava presso il mare, un luogo che nel Vangelo di Marco spesso rappresenta lo spazio della missione, dell’incontro con il mondo. Le persone accorrevano da ogni dove: dalla Giudea, da Gerusalemme, dalla Galilea, persino da terre pagane come la Decapoli e Tiro. Questo ci ricorda che l’amore di Dio in Cristo è universale, rivolto a tutti senza distinzioni. Non importa da dove veniamo o quali siano le nostre ferite: Gesù è lì per accoglierci, guarirci e salvarci. In questo brano troviamo anche un elemento sorprendente: gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!», ma Gesù imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse. Perché questo silenzio? Perché Gesù non voleva che la sua identità fosse fraintesa. La sua missione non era quella di un Messia trionfante secondo le aspettative umane, ma quella di un Salvatore che avrebbe portato la redenzione attraverso la croce. La gloria di Cristo passa attraverso la sofferenza e l’umiliazione, e solo chi lo segue sulla via del sacrificio può comprendere veramente chi egli sia. Anche oggi, spesso, rischiamo di fraintendere Gesù. Lo cerchiamo come un guaritore immediato, come qualcuno che risolva i nostri problemi senza metterci in gioco. Ma Gesù ci invita a un incontro più profondo: non solo a cercare i suoi doni, ma a entrare in relazione con Lui, a riconoscerlo come Signore della nostra vita.

Fratelli e sorelle, questa Parola ci invita a chiederci: siamo disposti a lasciarci guarire da Cristo, non solo nelle nostre malattie fisiche o materiali, ma soprattutto nelle ferite spirituali e relazionali? Come possiamo essere, come San Giovanni Bosco, strumenti di questo amore che salva e guarisce? Don Bosco ha capito che il cuore del messaggio cristiano è un incontro personale con Gesù, che trasforma la vita e la rende capace di amare e servire.

Preghiamo oggi perché possiamo accogliere con gratitudine il dono della salvezza che Cristo ci offre, e lasciarci coinvolgere nella sua missione di guarigione e misericordia. Che San Giovanni Bosco interceda per noi, perché impariamo a riconoscere in Gesù il Sommo Sacerdote e il Signore della nostra vita, e ci aiutiamo a vicenda a camminare verso di Lui.

Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni